Navigare l’Onlife: l’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro scrive la sua “Rete senza fili”

Navigare l’Onlife: l’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro scrive la sua “Rete senza fili”

Navigare l’Onlife: l’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro scrive la sua “Rete senza fili”

Oggi le giovani generazioni abitano stabilmente la dimensione “Onlife” (secondo la felice definizione del filosofo Luciano Floridi): un ecosistema in cui il confine tra online e offline è ormai sfumato. Gli adolescenti e i bambini vivono perennemente connessi, e lo smartphone è diventato quasi un prolungamento del loro corpo. Il mondo digitale è un mare vastissimo, ma
spesso i giovani vi navigano “a vista”, senza un timone fatto di scelte critiche e ragionate.
Da queste profonde considerazioni è nata la volontà dell’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro (Viterbo) di partecipare al progetto nazionale “Rete Senza Fili”, un percorso implementato sul territorio grazie alla ASL di Viterbo nell’ambito delle buone pratiche promosse dalla Rete Lazio “Scuole che promuovono salute” (SPS).
Il percorso ha coinvolto attivamente le classi quarte e quinte del nostro Istituto, mettendo al centro la Media Education: un’educazione ai e sui media capace di promuovere la consapevolezza critica sull’ecosistema digitale e sugli stili di vita corretti da adottare. La tutela del benessere psicofisico dei ragazzi è il tema centrale di questo progetto che, senza demonizzare la tecnologia, ne promuove un uso critico. Per farlo, si è reputato essenziale potenziare le Life Skills — competenze sociali, cognitive ed emotive — indispensabili affinché gli alunni di oggi possano
orientarsi nel mare magnum della Rete, cogliendone le potenzialità ma proteggendosi dai rischi. La vera forza del percorso, svoltosi tra dicembre e giugno, è stata la
metodologia: i ragazzi sono stati i veri protagonisti di una didattica attiva, diretta e laboratoriale. Attraverso un approccio strettamente di edutainment, l’apprendimento è passato attraverso il gioco, il confronto e l’esperienza vissuta in prima persona.

Dalla Classe al Territorio
Il percorso didattico si è sviluppato attraverso tre macro-fasi fondamentali che hanno accompagnato gli alunni in una crescita graduale e profonda. Tutto ha avuto inizio tra i banchi di scuola con i laboratori in classe, mesi intensi di attività esperienziali in cui i bambini hanno potuto allenare concretamente il pensiero critico, l’empatia e la gestione delle emozioni applicate al mondo
digitale.
Questa ricca esperienza vissuta sul campo è stata successivamente tradotta in un racconto collettivo attraverso la creazione di un e-book di Istituto. Questo spazio digitale non è nato per documentare il lavoro di una singola classe, ma come un’opera corale che raccoglie e valorizza il viaggio intrapreso da tutte le classi quarte e quinte dell’Istituto, trasformando le riflessioni dei ragazzi in una memoria visiva e narrativa facilmente condivisibile con l’esterno.
A coronamento di questo lungo percorso, l’incontro finale con le famiglie ha rappresentato il naturale compimento del progetto, gettando un prezioso ponte verso la comunità in un’ottica di alleanza educativa aperta. L’evento è stato strutturato in due momenti speciali, pensati per trasformare i genitori da semplici spettatori a partecipanti attivi.

La “Visita guidata al nostro Museo”
In una prima fase, i ragazzi sono stati i veri ciceroni dell’evento, accompagnando i genitori in un percorso guidato, sul modello di una vera e propria visita museale. A turno, due o tre alunni per volta si sono fatti grandi spiegando al pubblico di adulti il significato profondo di ogni cartellone. Lungo le diverse tappe del progetto erano esposti i pannelli e i materiali prodotti
durante l’anno:

  • “La tecnologia per me”: una riflessione su come consideriamo i dispositivi nella nostra vita quotidiana.
  • “Io e voi / Io e gli altri”: un focus sull’identità reale e virtuale e sull’importanza di custodire gelosamente i propri dati sensibili.
  • “Risiko: uso e abuso del tempo”: un’attività che, attraverso una divertente linea numerata del rischio, ha allenato il processo decisionale e la consapevolezza di sé, aiutando i ragazzi a capire quando l’uso della tecnologia rischia di togliere spazio alla vita reale.
  • “I messaggi che vorrei/non vorrei ricevere”: un’attività dedicata al potere delle parole per allenare l’empatia e comprendere il peso dei messaggi sugli schermi.
  • “Cosa mi porto a casa”: la restituzione di una delle attività fondamentali del progetto, nata per raccogliere in forma di slogan i pensieri, i messaggi e gli impegni che gli alunni hanno maturato durante i laboratori in classe.

Genitori e figli in gioco
Il cuore pulsante dell’incontro è stato il secondo momento, in cui i genitori sono stati invitati a entrare direttamente nella “magia della rete senza fili”, partecipando attivamente alle dinamiche laboratoriali insieme ai propri figli sulla scia delle attività che li avevano colpiti di più. Proprio per questo, l’evento si è concluso riprendendo dal vivo e in chiave comunitaria lo spirito del “Cosa mi porto a casa”: ci si è messi tutti in cerchio, adulti e bambini insieme, per confidarsi a caldo pensieri, emozioni e stati d’animo, trasformando un’attività didattica in un vero e proprio patto
educativo e in un impegno per il futuro. Questa dettagliata ricostruzione non ha solo permesso di condividere competenze cruciali come il collaborare, fare gioco di squadra, ascoltare gli
altri con rispetto e pensare con la propria testa; ha offerto soprattutto ai genitori l’opportunità di mettersi in gioco in prima persona, vivendo un’esperienza emotiva forte e attiva al fianco dei loro figli.
Educare i bambini oggi non significa isolarli dal digitale, ma dare loro una bussola per non perdersi. Con il progetto ‘Rete Senza Fili’ abbiamo gettato le basi per una cittadinanza digitale attiva, consapevole e, soprattutto, sana. L’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro ringrazia sentitamente le docenti che hanno abbracciato con entusiasmo l’iniziativa e la Dott.ssa Emanuela
Taratufolo, Referente “Scuole che Promuovono Salute” della ASL di Viterbo e Referente progetto Regionale “Rete Senza Fili”, che ha curato la formazione iniziale e supportato con costante disponibilità e preziosi consigli il lavoro nelle classi.
Un ringraziamento speciale va ai ragazzi e alle loro famiglie, che hanno reso possibile il successo di questa iniziativa, dimostrando che per tessere relazioni forti e sicure, a livello locale così come nazionale, serve una rete senza fili, ma ricca di umanità.

Referente per l’Istituto Comprensivo di Montalto di Castro
Insegnante Mascia Marini

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