Negli ultimi anni le tecnologie digitali hanno profondamente cambiato il modo in cui bambini e ragazzi crescono, imparano e si relazionano. Internet è ormai parte della vita quotidiana dei più giovani, utilizzato per studiare, giocare e comunicare. I dati di HSBC Italia (2022) descrivono una generazione sempre più connessa, che trascorre molte ore online e mantiene numerosi contatti attraverso la rete.
Questa presenza costante del digitale offre molte opportunità, ma comporta anche nuovi rischi. Tra questi, si parla sempre più spesso di uso problematico di Internet o Internet Addiction Disorder (IAD), una forma di dipendenza comportamentale caratterizzata da un utilizzo eccessivo, incontrollato e compulsivo della rete. Anche se non è ancora ufficialmente riconosciuta dal DSM-5, questa condizione è ampiamente studiata e discussa in ambito scientifico e sociale.
L’uso eccessivo di Internet può interferire con la vita quotidiana, causando isolamento sociale, difficoltà emotive e problemi nella gestione del tempo. Per bambini e preadolescenti, Internet rappresenta una risorsa importante per costruire la propria identità e le relazioni con gli altri, ma può diventare un fattore di rischio se manca un’educazione digitale adeguata e il supporto costante di adulti di riferimento. Il contatto precoce e non mediato con dispositivi digitali può infatti influenzare lo sviluppo di competenze fondamentali, come la regolazione delle emozioni, l’attenzione e le abilità relazionali. Alcuni studi indicano inoltre che comportamenti di dipendenza da Internet tendono a comparire sempre più precocemente.
In questo scenario, la scuola primaria riveste un ruolo chiave nella prevenzione. È in questa fase che si pongono le basi dello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Intervenire presto significa aiutare i bambini a sviluppare competenze protettive – le cosiddette Life Skills – come l’autoefficacia, l’empatia, la capacità di riconoscere e gestire le emozioni e di prendere decisioni responsabili.
Gli insegnanti, come figure educative di riferimento, possono promuovere un uso più consapevole e equilibrato delle tecnologie digitali, sostenendo lo sviluppo dell’autoregolazione e del pensiero critico. Numerose ricerche mostrano che programmi scolastici di educazione digitale e socio-emotiva riducono i comportamenti a rischio e favoriscono il benessere degli studenti.
In risposta a queste esigenze nasce Rete senza fili, un modello educativo integrato basato sullo sviluppo delle Life Skills e sulla creatività educativa, secondo il modello teorico SE-CREA. Il programma parte dall’idea che il rafforzamento precoce delle competenze cognitive, emotive e relazionali renda i bambini meno vulnerabili ai rischi legati a un uso eccessivo delle tecnologie digitali, promuovendo al tempo stesso benessere, senso critico e cittadinanza digitale consapevole.
All’interno del progetto, realizzato con il contributo del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, è stata condotta una valutazione strutturata e multidimensionale. Attraverso strumenti quantitativi e qualitativi, sono stati analizzati sia i cambiamenti nelle competenze dei bambini sia l’efficacia formativa degli adulti coinvolti, al fine di misurare l’impatto complessivo dell’intervento.
I risultati della valutazione offrono evidenze incoraggianti per la prevenzione precoce dell’uso scorretto delle tecnologie digitali nella scuola primaria. L’intervento integrato, combinando potenziamento delle Life Skills, educazione socio-emotiva e Media Education, ha prodotto effetti positivi sulla prevenzione dello IAD e lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza sociale. I risultati inoltre mostrano l’importanza di integrare stabilmente percorsi di educazione digitale e socio-emotiva nei curriculi scolastici accompagnati dalla formazione degli insegnanti e dal coinvolgimento attivo delle famiglie. Questi elementi contribuiscono a creare una rete educativa che sostiene lo sviluppo di competenze fondamentali.
Per approfondire i risultati: LEGGI IL REPORT SINTETICO








